2 mesi di Quarantena: convergenze e contrasti di un tempo sospeso

30 Aprile 2020

Covid 19, SARS-CoV-2, o Corona Virus. Ecco i nomi di questa tremenda pandemia ai quali ci siamo abituati. Sono sicuro che tutte le famiglie italiane, ancora affezionate alla TV, alle 18 si riunivano con speranza e fede davanti al Bollettino della Protezione Civile. Sono sicuro che le famiglie avranno provato commozione e pena la sera del venerdì Santo che resterà nella Storia. Sono sicuro che per tutte le famiglie questo tempo sia stato assurdo, inverosimile, quasi incredibile. Questo tempo è stato chiamato “tempo sospeso”, durante il quale tutto si è azzerato e durante il quale la Terra si è riappropriata dei suoi spazi, sottratti per un po’ alle angherie dell’essere umano.

Finché tutto il mondo industrializzato ha fermato le macchine, i mari sono tornati limpidi, i delfini hanno lambito le coste e, nelle entroterra, animali selvatici sono scesi nelle strade di città attirati da un silenzio assordante. Perfino l’orso M49 è stato catturato dalla forestale del Trentino sui monti sopra Tione, perché aveva attraversato indisturbato una strada che, in tempo di pace, sarebbe stata affollata. Che strano: tempo di pace. Questo tempo sospeso è di pace per la Terra e di guerra per l’essere umano, sintomo che, forse, uomo e natura non siano compatibili. Che peccato e lo scompiglio in Terra si vede già! Basti pensare a guanti e mascherine per terra abbandonati. Ecco subito che l’inciviltà emerge e come sempre a danno della Terra.

Se non si può ottenere la pace per la Terra, io credo che questo periodo sia stata occasione di pace interna per le famiglie, o almeno per quelle che conosco da vicino perché seguono il mio metodo. Ebbene sì, il #METODOFORMICOLA nel suo essere previgente, di tutela, sostegno e controllo, prima di tutto ciò, in uno dei corsi, aveva richiamato l’attenzione sul concetto di “Crisi” e sui sistemi di contenimento della stessa. Dalla disponibilità liquida, alla raccolta di provviste alimentari (intelligenti e basate sul risparmio), alla creazione di redditi così detti automatici, fino ad arrivare alla conduzione delle proprie attività in Smart Working. Ora, certo, tutti questi sistemi che si fondano su una semplicissima connessione e un device attraverso cui incontrarsi in call o in chat, sono assolutamente normali. Sono normali però dopo due mesi durante i quali tutti si sono trovati costretti ad usare la tecnologia. Ma di certo, questa vita “Smart” non era comune né tanto meno normale prima che tutto ciò accadesse!

La differenza tra chi era preparato e di chi, al contrario, non lo era, è evidente. I primi hanno arginato la crisi, rendendola anzi foriera di buone abitudini, le best practices ai quali i miei seguaci sono abituati. I secondi hanno subito la crisi e, se inizialmente, hanno cantato dai balconi, proprio come fanno i carcerati alle grate, poi hanno pianto e patito le restrizioni! Certo: senza lavoro, o peggio ancora senza lavoro “nero” non hanno avuto neanche diritto a beneficiare degli ammortizzatori sociali. Poi ci sono stati gli ardimentosi hanno magari provato ad uscire trovandosi davanti ad un accanimento della polizia pazzesco, senza precedenti. I droni sorvolavano le città, uomini armati controllavano le case e con efferatezza fermavano in strada e non solo chi non indossava la mascherina!

Le famiglie del #METODOFORMICOLA, hanno gestito in modo brillante il tutto, con attività svolte da casa lavorative ma non solo. Hanno goduto, in serenità, delle proprie famiglie 24 ore su 24. Un aspetto meravigliosamente appagante. I professionisti del mio metodo, seppur non hanno ricevuto come tanti, le erogazioni da parte dello Stato (inefficiente su questo aspetto, e forse non solo), non hanno patito perché già conoscevano l’importanza della liquidità e delle scorte in casa, perché la crisi è sempre dietro l’angolo e la vita è troppo preziosa per viverla con il terrore che da un momento all’altro si possa restare senza soldi e senza scorte, vittime di crolli ingestibili.

Per questo, la maggior parte delle persone, abituate a vivere in emergenza, sono andate in depressione e lo sa pure il Ministero della Salute che dal 27 aprile scorso ha messo a disposizione un numero verde per parlare con psicologi dalle 8 alle 24. Per molti la ripartenza sarà terribile, perché non ci sono le condizioni, per tornare almeno da subito come prima. Il distanziamento, banalmente, riduce gli ingressi e dunque gli incassi, con spese raddoppiate! Si pensi ai costi di sanificazione, accessori e dispositivi sanitari per rendere gli ambienti sicuri per la fruizione degli spazi pubblici.

Non è neanche banale che noi, dal 2004, abbiamo business on line, scorte di viveri (biologici e sicuri nei periodi naturali di stagionatura), liquidità e rendite automatiche. Mi sento felice, seppur nell’infelicità di un periodo triste, di aver condotto in modo ottimale la mia famiglia e quelle dei miei seguaci, perché da 16 anni sappiamo vivere in sicurezza, cavalcando sempre l’onda, acquisendo sempre nuovi metodi per vivere in modo sereno le nostre vite.

Con tutto il mio cuore auguro, il 4 maggio, giorno di inizio della tanto attesa fase 2, una buona ripartenza, sperando di conoscere altre persone che abbiano voglia di vivere in sicurezza e felicemente. La vita è molto di più che cantare ad un balcone. Vi aspetto numerosi!

www.metodoformicola.it

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