Arfchivio mensile: Febbraio 2017

Le banche, che storia!

Prima di parlare di futuro, facciamo il punto della situazione sul presente. Dove sono i nostri dati? Dove concentriamo le nostre vite? Dove facciamo i nostri acquisti?

Già nel 2015, JP Morgan Jamie Dimon, aveva predetto che le tecnologie finanziare avrebbero coinvolto la Silicon Valley e infatti… i colossi come Amazon, Facebook, Apple, Google o i cinesi di Alibaba, che hanno praticamente in mano tutte le nostre vite, muovono i primi passi (da giganti) verso questo mercato.

Loro, infatti, i giganti hanno tutti i nostri dati, hanno la nostra fiducia e, soprattutto, sanno che siamo abituati ad acquistare nei loro portali.

Intanto, Facebook, da pochissimo, ha avuto la licenza in Irlanda ad emettere moneta elettronica ed inoltre, da oggi, 7 febbraio, è possibile avere il passaporto di Facebook. Non è l’unica avvisaglia che il mercato finanziario possa essere l’obiettivo del prossimo sviluppo. Forse molti di voi, come me, usa Prime di Amazon per avere il 5% di sconto su tutti i prodotti. Questa è una sorta di carta di credito che ha messo a disposizione Amazon in partnership con Jp Morgan.

Se le così dette avvisaglie non dovessero convincervi, allora sappiate che Accenture, ha elaborato una ricerca e 33mila interpellati hanno detto che, senza problemi, sposterebbero il loro conto su facebook.

Il tempo dei giganti che diventano banche, magari, non è vicinissimo, ma forse anche Google come facebook potrebbe diventare intermediario.

Ciò che a me appare molto interessante, leggendo notizie in merito sui vari giornali, è che in Italia il dato rappresenta ben il 42% degli intervistati e ciò che apprendo è che il mercato è sempre più Consumer, cioè concentrato sul Cliente e sulle sue decisioni d’acquisto. E’ finito insomma il tempo in cui il mercato era Business to Consumer. Oggi è il Cliente che detta le regole del gioco. Gli italiani sanno che le banche sono fragili e sono ben orientati verso il futuro, rinunciando al rapporto di intermediazione con gli istituti bancari, sempre più a rischio, anche grazie alle nuove forme di finanziamento come il peer to peer che si consuma attraverso piattaforme on line che permettono di effettuare prestiti direttamente tra creditore e debitore.

Ora, sicuramente gli istituti tradizionali dovranno seguire il passo con l’innovazione, capendo che la ricchezza (ancora per un po’ nelle mani) dei senior passerà nelle mani dei giovani, molto abituati all’uso del Web e capendo che non c’è nessun problema per un giovane a decidere come investire i suoi soldi aiutato da un robo advisor, piuttosto che da un consulente in carne ed ossa.

Anzi, i robo advisor sono strumenti che forniscono indicazioni su sostenibilità e pianificazione di tutte le aree di finanza personale e quindi previdenza, credito, assicurazioni. Sono programmi che simulano scenari futuri e suggeriscono il modo migliore per raggiungere obiettivi come l’acquisto della casa o l‘accantonamento di somme per l’istruzione dei figli oltre a come e quanto risparmiare a fini previdenziali”.

Personalmente guardo ammirato il nuovo paesaggio, perché mi prospetta scenari di trasparenza e di automazione e mi rende fiducioso perché vedo crollare i vecchi baluardi storicamente intoccabili e vedo vincere i nuovi imprenditori che hanno creduto in loro stessi e nell’innovazione.