Arfchivio mensile: Aprile 2018

Le parole che cambiano la vita

Chi mi sta vicino, chi abitualmente trascorre del tempo con me, sa quante volte induca alla mitezza e alla valutazione delle parole. Qualche giorno fa una mia amica e collaboratrice mi ha ringraziato e mi ha detto che da quando ragiona in termini positivi la sua vita è cambiata. Ecco. Questione di termini. E’ mai possibile che le parole abbiano la forza di cambiare le sorti di una giornata o addirittura della vita? Beh io ho sempre pensato che ciò fosse vero ed infatti, navigando in Internet, qualche giorno fa mi sono imbattuto in uno studio, precisamente dell’Università di Amsterdam, il quale spiega scientificamente che le persone estroverse parlano diversamente da quelle introverse. Ci sono davvero “termini” che è preferibile non usare scegliendone altri più mitigatori e meno assoluti.

Le parole che avvelenano l’esistenza, secondo questo studio, non sono moltissime e sicuramente l’elenco rappresenta un buon inizio per segnare il cambiamento di coloro che pensano in modo negativo, ma io credo che il vero passo dallo stato negativo a quello positivo sia nel cuore. Iniziamo a non usare parole tossiche, puntando però alla metamorfosi delle nostre anime.

La prima parola dell’elenco è “Fallimento”. Ne abbiamo tutti terrore, come se il fallimento implicasse anche il fallimento della persona. Per la verità nel nostro tessuto sociale è esattamente così, ma in realtà il fallimento è il risultato di valutazioni che hanno condotto alla sperimentazione di situazioni sulle quali riflettere in futuro. Il fallimento, insomma, non è negativo, anzi: determina un’esperienza che aiuta a crescere.

Poi c’è la parola “Colpa”. Essere colpevoli implica che in noi ci sia qualcosa di sbagliato. Dovremmo usare termini diversi come “mi dispiace se ho fatto male qualcosa, mi assumo le mie responsabilità” per ricondurre la colpa al comportamento che è qualcosa di esterno alla nostra anima.

Un’altra parola tossica è “Dovere”. E’ la parola magica che il sistema usa per rimetterci in corsa per ricondurci allo stress quotidiano che non lascia pensiero.

Impossibile”. E’ un’altra parola che gli introversi usano molto per poter dire di essere realistici. La soluzione in generale è sempre quella di usare parole miti che lasciano spazio alla visione positiva delle cose.

Odio”. Esiste ed è difficile eliminarlo, ma iniziamo a chiamare le cose con il giusto nome. A volte rabbia, rancore e frustrazione se chiamate con questa parola, davvero molto pesante, diventano malesseri profondi e poi, devo dire, commentando questo elenco, che se si inizia a diventare miti, eliminando le parole tossiche, inizia a sparire anche quel senso di inadeguatezza che fa maturare sentimenti perversi.

Sempre, La parola “Sempre” è sinonimo di immobilità, quindi è una parola che non si adatta alla realtà, semplicemente perché le cose cambiano continuamente. Di solito nasconde la resistenza al cambiamento, il desiderio di aggrapparsi al passato e la negazione di evoluzione.

Anche “Mai” è una parola immobile che non riflette fedelmente la realtà, che è in continua evoluzione.

La parola “Problema” ha implicazioni negative perché lo associamo a ostacoli e difficoltà. Quando la pronunciamo, il nostro cervello reagisce immediatamente facendo esplodere tutti gli allarmi e generando uno stato di stress e ansia.

Un giorno lo farò” ecco un’altra espressione che ricorre che in sé non significa niente. Che cos’è un obiettivo senza un termine, senza una scadenza, senza un percorso che ci porta alla realizzazione del sogno?

Proviamo da subito a convertire le nostre parole, da questo inizierà un cambiamento dell’atteggiamento che porterà ad una maggiore serenità.