Arfchivio mensile: Marzo 2019

La normalità che uccide.

E se vi dicessi che ci sono 4 abitudini NOCIVE che, ogni giorno vengono replicate, mi ascoltereste per dire basta ad una routine che frena il successo?

Vediamole!

Il TG, lo vedono tutti, è normale! Nel 99% dei casi, le persone, dopo aver ascoltato il notiziario, sono scariche e prive di energie. Ciò succede perché circa dieci anni fa, le emittenti hanno studiato che le “notizie cattive” si “vendono” di più delle buone. Il cervello, chiaramente, è più motivato ad evitare una cosa brutta che a raggiungere ed ottenerne una bella, però questa negatività accumulata non fa bene, come è facile capire. Per provare una sensazione inaspettata, basta iniziare con 7, solo 7 giorni di astinenza, senza TG. Ovviamente non è necessario spegnere solo la Tv a cena, ma anche Facebook, Twitter, e tutti gli altri canali dai quali è possibile apprendere e quindi assorbire la negatività che uccide.

La seconda abitudine è quella di vedere il mondo con gli occhi degli altri perché, sempre istintivamente, l’uomo teme di non essere accettato da tutti, così durante il “processo di addomesticamento”, individua la perfezione e cerca di raggiungerla. Può succedere qualcosa di ancor più brutto e cioè di ottenere una realizzazione esteriore. Intanto non è reale e poi, creando frustrazione, rischia di crollare.

Sapete una cosa? Quando un essere umano insiste in un atteggiamento per essere ciò che non è e non sarà,  per “essere perfetto”, sottrae sicurezza per via dei fallimenti accumulati a furia di inseguire utopistiche chimere. Ciascuno ha il suo talento.

I più grandi personaggi della nostra storia, quelli che hanno avuto più successo e hanno influenzato più persone, come Einstein e Gandhi per esempio, non erano dei tuttofare.

Se riflettiamo, le persone che ammiriamo, di cui siamo “fan” o seguaci.. come giocatori, cantanti,  scrittori, ecc… sono tutte persone che sanno fare MOLTO bene una cosa, non tutto. Concentrarsi sui propri punti di forza conviene per incrementare il potenziale ed avere successo.

Siamo al terzo punto che riguarda i “Cattivi consigli”. Quante volte un amico che non ha mai avuto successo dà consigli su come diventare ricco o un altro amico single o con una relazione terribile dà consigli su come migliorare una relazione? Succede e, anzi, succede addirittura che questo amico “senza esperienza” venga anche ascoltato. Nel mio libro “Dalla terza media alla S.p.A” spiego molto bene la differenza tra opinione e consiglio fornito con esperienza.

Il primo, dato senza cognizione di causa, è di per sé invalido. Qualcuno andrebbe da un medico che non ha mai curato nessuno? E allora perché accettate il consiglio da chi non ha mai fatto l’esperienza di cui parla? Poi, una volta preso per buono il consiglio fornito con esperienza (vincente), è sempre bene ponderare perché i casi non sono mai uguali. Capita addirittura che una persona senza successo chiami qualcuno che lotta “matto” e “sognatore”.

Ultima pessima abitudine? Le “storie che ti racconti”. Sono le scuse che il cervello crea per giustificare tutte le volte in cui ha rinunciato a vivere per raggiungere gli obiettivi! “Sono nato in una famiglia povera”, “Non posso migliorare la mia situazione finanziaria”, “Per fare soldi ci vogliono soldi” sono pensieri tossici che alimentano l’insicurezza e soffocano il potenziale!

Per fortuna ci sono tante, tantissime storie che dimostrano il contrario ed una di queste è la mia che vi invito a leggere per scoprire che un ragazzo nato in una famiglia molto modesta, con istruzione scolastica di terza media ha trovato il suo scopo e il suo perché nel mondo ed oggi aiuta molte persone a ritrovare il proprio sé per vivere felici.

 

Dalla Terza Media alla SpA