Arfchivio mensile: Dicembre 2020

Da zero a cento… in dodici mesi

Tutti, ma io credo, proprio tutti, non vedono l’ora che quest’anno passi via, subito! Il 2020 è davvero il famoso “Annus horribilis”.
Oltre al business, poi, nel mio caso, ha sofferto anche il mio lato più profondamente umano. E’ tempo di bilanci e, come ogni anno, ricostruisco l’andamento non già per pura necessità di cronaca (perché mai vorrei appesantire i miei lettori), ma piuttosto per condividere l’esperienza e farne formazione.
Leggetemi con attenzione e non avvilitevi perché la crescita non è gratuita e, sembrerà banale, nella difficolta si trova l’opportunità e, paradossalmente, è pure più semplice coglierla perché la ricerca è un attimo più faticosa e quindi meno accessibile a tutti. Insomma c’è una scrematura naturale, tutta da cogliere. L’importante, Amici è arrivare a Cento, pur se non in 3 secondi come una Ferrari! Io e il mio Team ci abbiamo impiegato 12 mesi ma siamo fieri!

L’anno peggiore di sempre ha iniziato a dimostrarsi come tale già da febbraio per via della pandemia. I miei business hanno subito un calo vertiginoso come è facile immaginare. Vendite ridotte, affari crollati, clienti affogati che hanno rallentato i pagamenti. La ricaduta è stata impattante e nonostante il mio Team si sia stretto intorno a me, tutto andava rivisto e riconvertito perché i danni non erano arginabili.

Subito dopo, mio padre ha iniziato a stare peggio. La sua malattia non gli ha dato più scampo. Eravamo all’handover, il famoso inizio della fine. Che angoscia e che tristezza. Era qualcosa di profondo che non avevo mai provato prima, ma dovevo reagire perché dovevo governare questa situazione…

Si trattava di organizzare un flusso di lavoro tra turni e gestione dei macchinari dai quali dipendeva la vita di mio padre. L’ho fatto. Ho risposto con pienezza al mio ruolo e questo mi dava serenità. Stavo facendo ciò che dovevo. A volte la sofferenza passa per l’analisi dei requisiti che desideri dalla tua performance.
Devi spiegare al tuo cervello che deve essere pronto e lucido e la dinamo di questo processo è nel cuore che deve pompare coraggio e amore incondizionato. Certo, questo processo richiede maturità, ma grazie alla formazione io sono riuscito a restare saldo per accompagnare mio padre con tranquillità al suo appuntamento, con l’appoggio di mia moglie e dei miei collaboratori: come in un ingranaggio perfetto, ricoprivano il ruolo in modo amorevole e soprattutto molto sereno.

Ad ottobre papà è andato via lasciando un vuoto incolmabile. A novembre la ripartenza,  abbiamo capitalizzato ogni istante dell’anno che sta per andare via, abbiamo messo a frutto tutti cambiamenti del mercato, tutte dinamiche capovolte di questo anno incredibile, abbiamo lottato con tutto il nostro cuore, grazie al dolore causato dalla grave perdita e abbiamo traguardato risultati appaganti, molto appaganti addirittura in questo orrido anno.

Non avvilitevi. Noi (insieme ed è fondamentale) abbiamo fatto da zero a cento in 12 mesi nell’anno 2020!